Eri piccolino, forse di un mese appena, ed eri in braccio alla nonna, mia madre. Poi lei ti passa a me, perché devo cambiarti. Ma io perdo tempo, perché ad ogni gesto mi fermo per farti una carezza o una coccola, e tu mi sorridi.
Nella stanza ci sono anche tuo padre e tua zia, mia sorella. Tutti sorridenti.
Ad un certo punto nella stanza entra un micino nero, minuscolo. Allora ti prendo in braccio e ti avvicino a lui, per fartelo vedere bene. Vi guardate, tu e il micio, e vi salutate strusciando i musetti.
Grazie, piccolo mio, perché con questo sogno mi hai riempito di gioia e hai scacciato le nuvole nere, di stanchezza e di stress, di questi giorni. Perché mi hai ricordato che gli affetti, quelli veri, delle persone più care, ci sono e ci saranno sempre.